COMMEDIA CON SCHIANTO. STRUTTURA DI UN FALLIMENTO TRAGICO


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Un giovane autore, in parte affermato, in parte no, sta elaborando il suo ennesimo testo teatrale e lo fa durante le prove con gli attori.

Il tema è la scrittura come strumento di conoscenza della vita.

Per l’autore la cosa più importante è l’empito creativo, il motore dello slancio iniziale, ossia il precipitare violento nella creazione e per questo, per rimanere ancorato all’empito, vista la pressione del sistema produttivo, inizia a scrivere quanto gli accade, a sviluppare sulla carta il potenziale non colto.

Ad un certo punto però realtà e invenzione si accavallano, le scene diventano troppo caotiche, insomma qualcosa va storto.

La confusione esistenziale rispecchia quella professionale e durante la conferenza stampa si rende conto di non saper nemmeno dire la sinossi e che quello che sta producendo è un saggio di autoanalisi dei suoi stessi comportamenti.

Ovviamente, anche quanto succede durante la conferenza stampa finisce d’ufficio nel copione, dove tutto viene messo a nudo pubblicamente, come in una telecronaca.

In questo testo, così prossimo al debutto, ha rivelato troppo di sé: ha parlato della donna che c’era prima, poi sparita, che gli ha rovinato la vita, della nuova Musa incontrata ad un meeting di drammaturgia, che ha pure tentato di baciare scagliandola violentemente giù dal suo piedistallo, ha persino menzionato i produttori che lo pressano, il sistema teatrale che lo stritola, ha frignato rispetto alla paura di bruciarsi e si è lamentato degli attori che vogliono, lecitamente, sapere quale storia raccontare.

Per difendersi smette di scrivere e la stesura si interrompe a pagina diciassette.

L’autore ha bisogno di salvarsi e di una struttura, deve sfuggire al Caos.

Continui dubbi e incertezze si palesano attraverso una crisi esistenziale combattuta mangiando pere, simbolo di dipendenza e conforto.

L’ingurgitare senza tregua pere, acerbe o granulose, è un nonsenso buffonesco, proprio un mancato nesso di causa ed effetto, paradigma di tutto quello che si possa fare nella vita quando siamo alla ricerca di significato e salvezza.

 

La satira sul sistema teatrale e il gioco metateatrale stesso sono dei pretesti per raccontare la storia di uno smarrimento esistenziale di una generazione senza padri, che cerca di ricostruire le proprie basi artistiche e umane su un vuoto di senso.

Commedia con schianto. Struttura di un fallimento tragico è uno sberleffo al sistema teatrale e all’indecifrabilità dell’esistere.

 

 




testo e regia Liv Ferracchiati
con Caroline Baglioni • Michele Balducci • Elisa Gabrielli Silvio Impegnoso • Ludovico Röhl • Alice Torriani

voce Aristofane Giorgio Crisafi

dramaturg Greta Cappelletti 

assistente alla regia Anna Zanetti

costumi Laura Dondi

scene e ideazione maschere Lucia Menegazzo

realizzazione maschere  Carlo Dalla Costa

ideazione pera-specchio Giacomo Agnifili

scenografa realizzatrice Tamara Milenkovic

luci Emiliano Austeri

suono Giacomo Agnifili

produzione Teatro Stabile dell’Umbria

in collaborazione con la compagnia The Baby Walk


DURATA 1h15’



Le date

22 > 25 APRILE
Teatro Morlacchi, ore 21



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