Teatro comunale di Todi

Teatri



«Fin dall'epoca della instaurazione in Italia di un Governo unitario la cittadinanza tuderte intese la necessità di avere un nuovo teatro, avendo riconosciuto che quello esistente, di proprietà dell'Accademia di Signori Stabili, data la sua angustia, non rispondeva più alle necessità dell'aumentata popolazione...».

La Giunta Municipale nella seduta del 3 settembre 1868, eleggeva una Commissione che stabilì di affidare l'esecuzione del progetto al Dott. Carlo Gatteschi, architetto di Arezzo. Sua è la costruzione del Teatro «Signorelli» nella città di Cortona, opera architettonica di notevole importanza. La Commissione in pari tempo stabilì che il nuovo teatro dovesse denominarsi Teatro Comunale.

Le opere murarie vennero date in appalto all'esperto Napoleone Volpi di Firenze e all'ingegnere Vincenzo Boschi di Perugia, allora residente a Todi. Gli specchi e i medaglioni che decorano la sala vennero modellati nello studio Angeletti e Biscarini di Perugia.

La costruzione in legno del palcoscenico, praticabile, macchinari diversi ed attrezzi, fu opera di Cesare Canovetti di Siena. Ai fratelli Giosuè e Daniele Lumaconi di Perugia vennero affidati i lavori di doratura delle decorazioni a stucchi della sala. La pittura del soffitto, egregiamente armonizzata con la decorazione, in bianco ed in nero, della sala, fu opera del Prof. Matteo Tassi di Perugia, e le altre decorazioni vennero eseguite dal pittore Alfonso Morganti pure di Perugia. La grande armatura a cavalletti del tetto venne eseguita dal falegname Egisto Segoni di Firenze, e la ferratura della medesima dai Fratelli Vespasiano e Nicola Martini di Todi.

Tanto il sipario, come tutte le scene, quinte e pannoni in tela, furono lavori dei pittori perugini Angelini e Baldini. Il sipario, rappresentante l'arrivo di Lodovico Ariosto a Todi, è opera di Annibale Brugnoli, altro pittore perugino, artista di grande fama per l'esecuzione di numerosi lavori, fra i quali è specialmente da annoverarsi la decorazione del soffitto del Teatro Costanzi di Roma (oggi Teatro dell'Opera).

I quattro medaglioni in terracotta, raffiguranti Metastasio, Alfieri, Rossini e Goldoni, come simboli di creazione di lavori teatrali, nonché lo stemma del Comune, ornato da ghirlande di lauro sostenute da due putti, collocati nella facciata principale, vennero modellati dai suddetti scultori Angeletti e Biscarini. Eleuterio Branzanti di Todi eseguì tutti i lavori di tappezzeria. Dopo tre anni di lavoro, e cioè nel 1872, l'opera fu compiuta.

(Estratto da Renato Sabatini, Teatri Umbri, Perugia, 1981)




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