Eleonora Chiocchini

Compagnie umbre


eleonorachiocchini@libero.it



Si forma come danzatrice presso il Dance Gallery di Perugia. Si perfeziona attraverso masters e seminari in Italia, Parigi, Vienna e Bruxelles studiando tra gli altri con Ivan Wolfe, German Jauregui, Domique Dupuy, Joanne Woodbury Carlotta Ikeda, Masaki Iwana, Imre Thormann, Susanne Linke, Carolyn Carlson, Julien Hamilton, Danio Manfredini. Dal 2005 lavora come interprete per: compagnia ABBONDANZA/BERTONI, compagnia TEATRODANZA TIZIANA ARNABOLDI (CH), compagnia DEJA DONNE’ (Simone Sandroni), compagnia DERGAH DANZA TEATRO (Giovanni di Cicco, Francesca Zaccaria), TEATRO DELL’ARCHIVOLTO, compagnia SIMONA BUCCI, compagnia HABILLE D’EAU (Silvia Rampelli).

Parallelamente al lavoro di interprete, si dedica a una ricerca personale e alla creazione di progetti coreografici propri: 2010 | ATTENTAZIONE: ESERCIZI DELL'ATTENZIONE ATTENTA con cui vince il premio del bando "Nutrimenti: sostenere l'emergente" (Terni)
2010 | A PICCOLE DOSI presso Teatro P. Aretino (Ar) in collaborazione con l'associazione Sosta Palmizi all'interno del festival DATO-Danza in Toscana
2011 | FRANE vincitore del Premio Toscana Factory Dance per Fabbricaeuropa.

CHIARA MICHELINI (1973) si forma come danzatrice presso Dance Gallery di Perugia (metodo Nikolais) con Rita Petrone e Valentina Romito. Approfondisce la sua formazione frequentando seminari e masterclass con maestri internazionali quali Jeremy Nelson, Ivan Wolfe, Bruno Collinet, Eugenio DeMello, Rosita Mariani, Roberto Castello, Michele Abbondanza e Antonella Bertoni, Masaki Iwana, Simona Bucci, Carolyn Carlson. Partecipa a laboratori teatrali con Danio Manfredini e Yoshi Oida. Nel 2009 consegue il Doctorat Professionel en Thérapie de la danse presso l'UEJM di Bruxelles. Come interprete lavora per le compagnie: Naturalis Labor (Vi), Artemis Danza/Monica Casadei (Pr), C.ie Zerogrammi (To), Abbondanza/Bertoni (Tn), Cie Artopie Santucci/Salliot (Lille\Fr), compagnia Teatropersona (Rm), Carolyn Carlson presso CCN di Roubaix Nord pas de Calais (Fr). Parallelamente al lavoro di compagnia da diversi anni si dedica alla formazione tenendo lezioni e laboratori di danza contemporanea e teatrodanza per l'associazione culturale Artifando! di Milano, di cui è socia fondatrice, e per altre associazioni ed enti.

DARIA MENICHETTI Si forma come danzatrice (metodo Nikolais) al Dance Gallery di Perugia con R.Petrone e V.Romito.Approfondisce lo studio del movimento con Carolyn Carlson, Nina Dipla, Giorgio Rossi, Abbondanza-Bertoni, Malpelo, Bruno Collinet e altri maestri. Frequenta il secondo corso per la sensibilizzazione e lo sviluppo delle arti corporee diretto da Raffaella Giordano: “SCRITTURE PER LA DANZA CONTEMPORANEA” . Inoltre studia e lavora nel Teatro con Cesare Ronconi e Mariangela Gualtieri (nel 2010 frequenta la scuola di formazione per l’attore del TEATRO VALDOCA), Bruno de Franceschi, Teresa Ludovico(TEATRO KISMET).E’ danzatrice interprete per compagnie quali Teatro Valdoca, Teatro Kismet, AIEP, Strasse ,Dejà Donnè.

GILLES DUBROCA francese, è regista e montatore per il cinema e la televisione. Lavora come assistente regista per lungo-metraggi di cinema e film pubblicitari sia in Francia che all’estero (Europa, India, Africa, Caraibi). Nel 2001 si orienta verso il montaggio non tralasciando la realizzazione di film artistici per la musica e la danza ed entrando in contatto con artisti come Carolyn Carlson, la compagnia del CCN Roubaix, la compagnia Juha Marsalo e i musicisti Skye, Marcio Faraco, Anne Baquet. Per FRANCE 3, nel 2004, realizza AU PIED DE LA LETTRE, una serie di 20 corti dedicati alla poesia. Nel 2008 si trasferisce in Italia e collabora con alcuni artisti emergenti come la danzatrice Amina Amici, l’ensemble musicale Hubay, oltre a divenire membro e responsabile della sezione multimedia del CENTRO CIVICO DANZA dell’Ass. Cult. Dance Gallery (Perugia) per cui realizza INFUSI#One,1,2,3 e “SONO TRE E SONO DANZATRICI”. Ultime creazioni al livello internazionale sono DOOR #3, con Carolyn Carlson e Larrio Ekson e MEMORIA DIVISA (Compagnia Borderline) per il Fringe Festival Teatro Italia - Napoli (2009) e IL CAOS DEL 5 di Emma Cianchi per il Festival Teatro Italia (2010) .

FRAGILEFRANA
un progetto di Eleonora Chiocchini
con Eleonora Chiocchini,  Daria Menichetti, Chiara Michelini
costumi Franca Di Lorenzo, Rita Petrone
suono GDeSIGN
luci  Andrea Margarolo
scene Lucia Ortiz Oshiro, Mario Sirchio
co-produzione Fabbrica Europa , Sosta Palmizi  
con il sostegno di Dance Gallery (Pg), Oplas Teatro (Umbertide, Pg), Teatro San Materno (Ascona, Ch)


“ (…) quando gli alberi mi toccheranno con le loro radici, imparerò a guardare come nuovo e vivo assetto per una nuova germinazione ciò che sembrava solo essere materiale franato, desolazione, dissesto.” (Sylvia Plath)

Provare, dopo una frana, a non rimettere subito in ordine. Provare a non ricostruire ciò che era.
Lasciarsi franare, chiudere gli occhi in mezzo al frastuono e alla calca per fermarci a considerare quello che stiamo vedendo e vivendo. Osservare la vita che scorre attraverso una crepa. Contemplare di lontano. Lasciarci spettatori, specchi a noi stessi e alle nostre possibilità di esistenza.

Fragilefrana mette in scena racconti residui di un romanzo non scritto. Una narrazione per immagini che si manifesta in uno spazio tempo non lineare dove figure soggette a processi di sgretolamento e dissesto appaiono, scompaiono, tessono relazioni invisibili, lasciano tracce, si fanno eco una dell'altra per disegnare un mondo che esiste appeso alla terra … che esiste forse solo all'ombra delle nostre palpebre abbassate.

Ciò che interessa mostrare non è l'azione del franare ma il franato. L'attenzione è rivolta alla possibilità di esistenza tra le crepe. Veicolo di questa esistenza franata è il corpo incarnato in personaggi rotti, crepati, forti della loro fragilità. Corpi fatti franare dall'esterno e frana essi stessi, materiali di accumulo depositati e ancora legati alla propria “nicchia di distacco”.

Lasciare per trovare (e ritrovare) l'umano nascosto tra le pieghe perché si riveli la possibilità che uno scenario franato, frutto di un processo catastrofico, ha di farsi terreno per una ulteriore germinazione.
 

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Eleonora Chiocchini / eleonorachiocchini@libero.it