Teatro Torti - Bevagna

Teatri



Bevagna era amministrata da 4 Consoli, di cui si hanno notizie sin dal 1187. Vi era poi il Consiglio costituito da 60 cittadini ed il Consiglio di Credenza detto Cernita, una specie di Giunta che preparava i provvedimenti da sottoporre al primo.

Il Palazzo dei Consoli era appunto la sede della magistratura, al primo piano vi era l'abitazione del Governatore, ed il secondo era destinato ai Consoli che vi si riunivano.

Nel palazzo erano ospitati anche l'archivio pubblico e le carceri. L'interno è stato poi sede, fino al terremoto del 1832, del Comune mentre nel 1886 venne trasformato nel Teatro intitolato al letterato "Francesco Torti". Il plafone (soffitto) è di Mariano Piervittori ed è una rappresentazione delle arti sottoforma di Muse che danzano (Tragedia, Commedia, Musica Poesia, etc.): gli affreschi della stanza del ridotto rappresentavano tre figure (Commedia, Tragedia, Musica) di cui ne è rimasta solo una. La sala del bar è chiamata Sala Gialla.

Il sipario originale è stato dipinto da Domenico Bruschi e vi è rappresentato "Properzio che addita al Torti la sua patria". In attesa del ripristino dell'antico sipario, da restaurare, è stato realizzato un sipario a cura del pittore bevanate Luigi Frappi. Nel sipario odierno è rappresentato il cippo poetico, il tempietto del Clitunno ed il fiume Clitunno come viene immaginato dall'artista. Lo stemma sopra il sipario è stato donato da Innocenzo IV nel 1380, "OsF" sta per Ob servatam Fidem (per aver conservato ed osservato la fede per la Chiesa).

Il restauro strutturale del Teatro è stato curato dall'architetto Bruno Salvatici.Dal 1994, anno dell'inaugurazione, il Teatro è regolarmente attivo.




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